Archivi per la categoria ‘Anni '70’
Il look da sci degli anni ‘70
Ok, sono una nostalgica e amo gli anni ’80, ’70 e tutto quello che mi ricorda l’infanzia ma se c’è una cosa per cui sono felice di vivere benissimo anche negli anni 2000 è il progresso… E non mi riferisco soltanto a quello tecnologico. Vogliamo parlare di vestiti? Ecco, parliamo di come si andava a sciare negli anni ’70. Leggendo questo articolo doveva essere un’impresa e non soltanto per le condizione meteorologiche!
Anche se un giro con i doposci di pelo lo farei anche adesso!
Dagli anni ’70 con furore!
Quando l’ho visto, l’altra sera durante una puntata di Stracult, non potevo credere ai miei occhi. Aveva la barba bianca, lenti che gli deformavano lo sguardo e la pelle bianca e sottile che soltanto gli anziani possono avere.
Eppure quello che vedevo non era un anziano, o meglio lo era anagraficamente ma, nel mio immaginario, Thomas Milian, è di lui che vi sto parlando, è ancora Er Monnezza! E se vi dico Er Monnezza cosa vi viene in mente se non capelli neri e ricci, barba e trucco sugli occhi?!
Ecco quel Thomas Milian non esiste più se non nei palinsesti estivi delle tv private.
Un po’ come nel caso di Luke Perry il tempo non è stato clemente!
Guardate un po’ qui:
Che ne dite?
La rovesciata di Carlo Parola e le figurine Panini
In questi giorni stavo smanettando in rete e ho scoperto una cosa incredibile che non sapevo. E’ il 15 gennaio 1950, un Fiorentina-Juventus. Nella Vecchia Signora militava un certo Carlo Parola, calciatore destinato a diventare un pezzo di storia. Parola era soprannominato il “Signor Rovesciata”, un gesto tecnico che, pur non essendo molto utilizzato in quegli anni, lui eseguiva alla perfezione. E’ l’ottantesimo minuto di quella sfida fuori casa per la Juve e il giornalista Corrado Bianchi racconta così quello che succese:
“Parte un lancio di Magli verso Pandolfini. Egisto scatta, tra lui ed il portiere c’è solo Carlo Parola; l’attaccante sente di potercela fare ma il difensore non gli dà il tempo di agire. Uno stacco imperioso, un volo in cielo, una respinta in uno stile unico. Un’ovazione accompagna la prodezza di Parola”.
Quella “respinta in uno stile unico”, una rovesciata alla Carlo Parola appunto, per fortuna nostra Corrado Bianchi l’ha fotografata ed è diventato il logo che oramai da anni accompagna gli album dei calciatori Panini e le bustine di figurine.

La foto della rovesciata di Carlo Parola divenuta il logo dell’album calciatori Panini
Una foto entrata nella storia, pubblicata in oltre 200 milioni di copie, con didascalie in greco, cirillico, arabo e giapponese. Incredibile, no?
Scritto provando la rovesciata alla parola in camera e rifocillandomi con Girella
‘Mila chiama Orson. Rispondi Orson’
‘Mila chiama Orson. Rispondi Orson! Mila chiama Orson. Rispondi Orson!’
Quanti di voi hanno sognato almeno una volta di poter entrare nell’uovo spaziale di Mork e di interpellare l’oscuro Orson? Credo chiunque.
Anzi, vi dirò di più, io da bambina sognavo non soltanto di fare un giro interplanetario con l’uovo volante ma anche di indossare quella meravigliosa tuta rossa da alieno mezzo matto.
Non per vantarmi ma…
, all’epoca, avevo già intuito che l’attore che interpretava Mork, nella mai dimenticata serie tv ‘Mork&Mindy’, avrebbe sfondato e infatti soltanto qualche anno dopo lo abbiamo ritrovato nei serissimi panni del prof protagonista di un film cult e drammatico come ‘L’attimo fuggente’. Da Nano Nano a ‘Oh Capitano, mio capitano!’ Robin Williams ha fatto la storia del cinema ed è diventato uno degli attori più richiesti ed eclettici del panorama mondiale.
Ma se Robin Williams è ormai conosciuto dappertutto che fine avrà fatto la sua Mindy? Lei era così dolce, di una bellezza talmente rassicurante e ‘americana’ da essere considerata la fidanzatina ideale del piccolo schermo.
Facendo qualche ricerca qui e lì ho scoperto che Mindy (Pam Dawber) oggi ha più o meno 58 anni… Come?? Cosa?? 58 anni?? Proprio così, la fidanzatina del piccolo schermo è oggi una matura signora di mezz’età. Dopo la serie tv che l’ha resa famosa pare abbia girato ancora qualche film per poi mettersi dietro ad un microfono nel ruolo di doppiatrice. Mindy, insomma, non ha sfondato. Nella vita, però, ha conquistato un ‘trofeo’ per il quale molte di noi, ragazze degli anni ‘70, penso che la invidieremo ancora per un bel po’. Sapete chi ha conquistato il cuore della dolce Mindy? Se vi dicessi Mark Harmon? Ecco… lui! Di Mark, però, ne parliamo la prossima volta! ![]()
Nano nano!

La bella Mindy, Pam Dawber, com'era e com'è
Scritto guardando le stelle e facendo roteare Girella come un disco volante
Facce da Vinile
Nell’eterna lotta tra i Duran Duran e gli Spandau vincono da sempre i Duran; se non per la loro musica sicuramente per le copertine dei loro album. Avete presente quella di Notorious? Era il 1986 e sulla copertina del vinile Simon, John e Nick sbandieravano i loro volti perfetti mandando in estasi centinaia di ragazzette adoranti, me compresa!
Ma le copertine degli anni ‘80 non sono sempre state belle, anzi, ne ho trovate alcune che fanno veramente paura.
Da dove vogliamo iniziare?
Al terzo posto della mia personale classifica metto senza alcun dubbio la copertina del disco di David Hasselhoff. Pare infatti che tra Supercar e Baywatch il superbagnino si sia impegnato a fare surf sul cofano di una macchina.

David Hasselhoff - Night Rocker
Voto: 6 ½
Al secondo posto direi, che entrano di diritto i Village People e le loro mise in pelle associate alle splendide maschere. Molte delle star di oggi hanno più di un debito con questa band indimenticabile. Non trovate?

Village People - Macho Man
Voto: 7
Al primo posto però metto lui. Lo avete riconosciuto? No? Sotto questa capigliatura phonata non si nascondono né Joey Tempest né Bon Jovi, bensì il supemacho Michael Bolton che, deduco, prima di diventare un cantante confidenziale era, dunque, un rocker permanentato! Secondo voi a cosa dobbiamo questo stravolgimento di look e di repertorio? Forse ad un’improvvisa e repentina caduta dei capelli? Chi può dirlo?

Michael Bolton - Everybody's Crazy
Voto: 8+
Provate a buttar giù la vostra classifica!
Scritto ascoltando Save a Prayer e mangiando Girella
La morale è sempre quella, fai merenda con Girella
Ora capisco perché Mila ha lasciato a me l’onore di scrivere il primo post! Ecco, non so da dove cominciare… Mila è quella pazza che scriverà questo blog insieme a me. Io sono Marco, piacere! Sì, siamo i due omini che vedete nel box qui di fianco… Più o meno… E insomma, avremo modo di conoscerci… E questo è il blog ufficiale di Girella!
L’altro giorno stavo perdendo il mio prezioso tempo su Facebook e mi sono accorto che ci sono un bel po’ di gruppi dedicati alla mitica Girella. E tutti più o meno citano il motto: “La morale è sempre quella, fai merenda con Girella!”.
In un rapido flash back, mi sono ricordato del pomeriggio del mio settimo compleanno, quando per la prima volta ho sentito il motivetto: “La morale è sempre quella, fai merenda con Girella!”.
Ero a casa di mio cugino più grande e fu lui ad insegnarmi il trucchetto per mangiare la Girella: lasciare per ultima la base di cioccolato, un’idea geniale.
Mio cugino mi fece giocare a Pac-Man, mi fece vedere i Robinson in tv, ascoltare i Dire Straits… Erano gli anni ‘80, e lei, Girella, c’era! Come prima nei ‘70 e dopo nei ‘90.
Ed è della mitica Girella e degli anni in cui ci ha accompagnato che parleremo in questo blog, fino ad arrivare ad oggi, alla Girella 2.0, se così si può dire… Ricordandoci però che: “La morale è sempre quella…”.
Uff… Ce l’ho fatta! Mila, ora tocca a te… :p
P.s. ho trovato questa foto e pensavo… Ve lo immaginate un Pac-Man dove al posto dei pallini c’è Girella?

Pac-Man a Madrid
L’altro giorno stavo perdendo il mio prezioso tempo su Facebook e mi sono accorto che ci sono un bel po’ di gruppi dedicati alla mitica Girella. E tutti più o meno citano il motto: “La morale è sempre quella, fai merenda con Girella!”.
In un rapido flash back, mi sono ricordato del pomeriggio del mio settimo compleanno, quando per la prima volta ho sentito il motivetto: “La morale è sempre quella, fai merenda con Girella!”.
Ero a casa di mio cugino più grande e fu lui ad insegnarmi il trucchetto per mangiare la Girella: lasciare per ultima la base di cioccolato, un’idea geniale.
Mio cugino mi fece giocare a Pac-Man, mi fece vedere i Robinson in tv, ascoltare i Dire Straits… Erano gli anni ‘80, e lei, Girella, c’era! Come prima nei ‘70 e dopo nei ‘90.
Ed è della mitica Girella e degli anni in cui ci ha accompagnato che parleremo in questo blog, fino ad arrivare ad oggi, alla Girella 2.0, se così si può dire… Ricordandoci sempre che: “La morale è sempre quella…”.
Uff… Ce l’ho fatta! Mila, ora tocca a te… :p







